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Dividendi
Rotazione verso i dividendi in un mondo inflazionistico
Hilda Applbaum
Gestore di portafoglio
Alfonso Barroso
Gestore di portafoglio azionario
Marc Nabi
Direttore degli investimenti

La recente volatilità dei titoli growth ha riportato l'attenzione sui dividendi azionari. I titoli che corrispondono dividendi hanno superato le controparti growth in misura sostanziale da inizio anno, dal momento che i timori in merito a un aumento dei tassi di interesse e al ritmo della crescita economica negli Stati Uniti e in Cina hanno sollevato preoccupazioni per le valutazioni elevate di molti titoli growth che in precedenza avevano registrato una crescita elevata.


Nel primo trimestre del 2021 abbiamo assistito a una rotazione simile del mercato, che è poi sfumata dal momento che i titoli growth hanno messo a segno una forte ripresa. Tuttavia, quest'anno il contesto macroeconomico è diverso. L'inflazione è al livello più alto di diversi decenni e la Federal Reserve statunitense prevede di aumentare i tassi di interesse e di ridurre il suo programma di quantitative easing. I rapporti sugli utili di alcune delle più grandi società growth, come Netflix e Meta, hanno deluso le aspettative. Inoltre, il valore dei flussi di cassa più lontani delle società growth le rende più vulnerabili a un aumento dei tassi di interesse.


I titoli che corrispondono dividendi hanno subito un forte rialzo

Fonte: Bloomberg. Dati aggiornati al 15 febbraio 2022 e basati su strategie di fattori di stile create da Bloomberg. Il factor investing è un approccio di investimento che prevede la definizione di fattori di rendimento specifici per tutte le classi di attività (comprese misure macroeconomiche, fondamentali e altre misure statistiche per la creazione di una strategia).

In un contesto di aumento dei rendimenti obbligazionari e dell'inflazione, la rotazione del mercato verso i titoli che corrispondono dividendi potrebbe essere ancora in una prima fase. In tal senso, gli investimenti con reddito da dividendi potrebbero svolgere un ruolo più rilevante nel rendimento totale di un portafoglio. In questo contesto, esploriamo quattro tendenze emergenti nell'universo dei dividendi.


1. Correlazione positiva tra rendimenti da dividendo e obbligazionari


Per la maggior parte degli ultimi 30 anni, i rendimenti relativi dei titoli con rendimento da dividendi elevato e le variazioni dei rendimenti dei Treasury USA hanno avuto un rapporto negativo. Tale rapporto si è invertito negli ultimi due anni e le azioni ad alto rendimento hanno mostrato una correlazione positiva con i rendimenti obbligazionari. Se questa tendenza dovesse continuare, un aumento dei tassi di interesse potrebbe non smorzare le prospettive dei titoli che corrispondo dividendi come è accaduto in passato.


In parte, è dovuto al fatto che i tassi di interesse stanno aumentando, ma da un livello base molto basso. Anche se la Fed inizia ad aumentare i tassi di riferimento, il nostro team che si occupa dei tassi a reddito fisso prevede che il rendimento dei Treasury a 10 anni rimanga entro una fascia compresa tra il 2% e il 3%, con un ulteriore appiattimento della curva dei rendimenti determinato da un aumento dei tassi a breve termine. In questo contesto, i titoli che corrispondo dividendi forniscono una combinazione di reddito e potenziale di apprezzamento del capitale, soprattutto perché le valutazioni di molte di queste società sembrano ragionevoli a seguito di un mercato rialzista di lungo periodo per i titoli growth. 


Detto questo, è importante identificare le società con un debito elevato o una leva finanziaria eccessiva nei loro bilanci in un contesto di tassi in crescita. 


Il rapporto storico tra rendimenti obbligazionari e da dividendi è diventato positivo

Fonti: Capital Group, MSCI, Datastream. Dati al 31 dicembre 2021. I fattori di rendimento sono costruiti classificando i rendimenti da dividendi all'interno di una regione e suddividendoli poi in terzili, ribilanciati su base mensile.  Il rendimento riflette il rendimento medio della coorte ad alto rendimento meno il rendimento medio di quella a basso rendimento.  I rendimenti sono ponderati per la capitalizzazione di mercato. La variazione dei Treasury a 10 anni è misurata come la variazione mensile dei punti base nel rendimento dei Treasury a 10 anni.  La correlazione viene calcolata su 24 mesi e riportata su base mensile.  

2. I dividendi stanno mettendo a segno una ripresa, ma a un ritmo moderato


Prevediamo un aumento costante dei dividendi globali sebbene a un ritmo moderato. Molte società stanno adottando un approccio più ponderato in seguito a quanto sperimentato nei momenti più difficili della pandemia di COVID-19, quando sono state costrette a ridurre in modo sostanziale o a eliminare i loro pagamenti di dividendi. Ora, alla luce di un rallentamento della crescita economica globale, alcune società vogliono preservare la liquidità in caso di una recessione maggiore di quella prevista.


Alcuni settori, come quello dei viaggi, continuano a far fronte a un alto livello di incertezza. Boeing, uno dei più grandi produttori di aeroplani al mondo, e Carnival, operatore di crociera, sono ancora alle prese con la riduzione dei viaggi e non hanno ripreso il pagamento dei dividendi. Nel complesso, tuttavia, i dividendi continuano la loro ripresa. Delle 242 società che hanno sospeso o ridotto la loro distribuzione di dividendi nel 2020, 98 hanno ripristinato i pagamenti e solo tre società hanno ridotto il loro dividendo nel 2021, secondo i dati di Wolfe Research aggiornati al 15 febbraio.


È probabile che le società con potere di determinazione dei prezzi si trovino in una posizione migliore per aumentare i dividendi. Il gigante dei prodotti per la casa Procter & Gamble, ad esempio, ha già aumentato i prezzi in alcune delle sue linee di prodotti per proteggersi dall'inflazione. I produttori di beni di consumo sono spesso penalizzati quando l'inflazione comincia a muoversi al rialzo e i costi di produzione aumentano. Tuttavia, dopo un periodo di tre o sei mesi, queste società spesso cercano di rideterminare i prezzi dei contratti con rivenditori al dettaglio e negozi alimentari. Ciò, in ultima analisi, li pone in una posizione migliore per recuperare quei costi delle materie prime, far crescere i loro guadagni e potenzialmente aumentare il loro dividendo a un tasso commisurato.


L'accelerazione dei dividendi è prevista anche in Europa, dove i governi hanno allentato le pressioni sui pagamenti dei dividendi. Durante la pandemia, i governi e le autorità di regolamentazione avevano spinto alcune società ad astenersi da effettuare pagamenti nell'ambito di un movimento di solidarietà sociale. 


Si prevede un aumento dei dividendi globali

Capital Group, FactSet, MSCI, RIMES. I dati per il periodo 2022–2024 sono stime di FactSet al 2 febbraio 2022.

3. Le aziende altamente cicliche adottano un approccio innovativo con dividendi variabili


Alcune società, in particolare quelle appartenenti ai settori ciclici, stanno adottando approcci innovativi per bilanciare le loro esigenze aziendali e l'impegno al pagamento di dividendi. Prendiamo ad esempio il settore minerario, che nel 2021 è stato testimone di un boom di pagamenti dei dividendi. Negli ultimi anni, molte società minerarie di grandi dimensioni, come Rio Tinto e Vale, sono passate da politiche progressive sui dividendi a un tasso di pagamento. In questi accordi, i pagamenti dei dividendi sono determinati da una formula legata a determinate metriche operative. Questo spostamento determina un rendimento da dividendi variabile nel tempo. Offre però a queste società anche una maggiore capacità di gestire il proprio bilancio e i propri flussi di cassa in modo sostenibile attraverso molteplici cicli di materie prime.


In passato, i minatori hanno spesso lottato per mantenere un dividendo regolare durante le recessioni di mercato e avrebbero ridotto il dividendo o sarebbero stati costretti ad aumentare il debito per coprire i pagamenti.


Anche le società di esplorazione e produzione (E&P) stanno cambiando le loro strategie sui dividendi. Storicamente, le aziende E&P non hanno distribuito dividendi, scegliendo invece di reinvestire nell'attività per perseguire una maggiore crescita della produzione. Tuttavia la crescita ha subito un contraccolpo a volte, quando i prezzi variabili dell'energia hanno compromesso i rendimenti degli investimenti sui progetti determinando problemi finanziari.


Questa situazione sta iniziando a cambiare dal momento che le società sono diventate più disciplinate. Le società hanno cominciato la distribuzione di un dividendo regolare a un livello minimo, integrandola con dividendi variabili o speciali a seconda dei prezzi delle materie prime e della solidità dei flussi di cassa.


Ad esempio, lo scorso novembre Pioneer Natural Resources ha dichiarato un dividendo in contanti trimestrale variabile pari a 3,02 dollari per azione, che rappresenta circa 740 milioni di dollari di capitale restituito agli azionisti. EOG Resources ha aumentato il suo dividendo negli ultimi cinque anni e ha annunciato un dividendo speciale lo scorso luglio.


Le società sperano che questo nuovo approccio possa portare gli investitori ad adottare un quadro di valutazione più benevolo in cui analizzarle ed evitare così un'eccessiva volatilità dei prezzi delle azioni.  


4. I settori finanziario, energetico e dell'assistenza sanitaria rappresentano un'opportunità per i dividendi


I settori finanziario, energetico e dell'assistenza sanitaria rappresentano una quota sostanziale dell'universo che corrisponde dividendi, e una confluenza di fattori sembra sostenere la tesi sulla crescita dei dividendi per ciascuna di questi ambiti.


Settore finanziario: l'aumento dei tassi dovrebbe aiutare le banche più sensibili ai tassi negli Stati Uniti e in Europa ad espandere i loro margini di interesse netti, che sono stati repressi per molti anni da tassi di interesse persistentemente bassi. Ciò potrebbe portare a guadagni più solidi, flussi di dividendi migliori e multipli di valutazione più elevati.


Le banche stanno costruendo un eccesso di capitale nei loro bilanci sin dalla Grande crisi finanziaria e la maggior parte di esse sono ora ben capitalizzate, avendo svolto una serie di stress test normativi. Inoltre, alcune banche negli Stati Uniti e in Europa sono pronte a ridistribuire il capitale in eccesso sotto forma di dividendi regolari e di recupero dopo aver fatto fronte a limitazioni normative durante la pandemia.


Ad esempio, il gigante bancario olandese ING ha mostrato il suo impegno verso un tasso minimo di pagamento dei dividendi del 50% (la percentuale di utili corrisposti come dividendi agli azionisti, espressa in genere in percentuale) degli utili. CaixaBank, una delle più grandi banche spagnole, ha dichiarato che avrebbe aumentato il suo tasso di pagamento fino al 60% rispetto al precedente 50%. È possibile che altre banche europee possano seguire una linea d'azione simile a fronte di un allentamento delle pressioni normative, rendendo questo settore una potenziale fonte di reddito da dividendi più consistente. 


Settore energetico: le grandi compagnie petrolifere integrate sono da tempo buone fonti di dividendi costanti per gli investitori orientati al reddito. Sono diventate anche più disciplinate sull'offerta, avendo ridotto gli investimenti nelle riserve esistenti e perseguendo nuove fonti di petrolio.


I giganti petroliferi degli Stati Uniti Chevron ed Exxon Mobil hanno dimostrato un impegno costante nel pagare i dividendi nonostante alcune oscillazioni drammatiche nel prezzo del petrolio nel corso dell'ultimo decennio. Chevron ha recentemente aumentato il suo dividendo per il 35° anno consecutivo.


Ma le politiche sui dividendi sono divergenti nell'ambito del settore petrolifero e la calibrazione dei flussi di dividendi delle compagnie petrolifere è diventata più difficile. Negli ultimi due anni, le principali compagnie petrolifere europee BP e Royal Dutch Shell hanno ridotto i loro dividendi nell'ambito della transizione verso investimenti in energie rinnovabili ad alta intensità di capitale e dove il rendimento del capitale investito è ancora incerto. Dopo aver ripristinato i dividendi a tassi di pagamento più bassi, le più grandi compagnie petrolifere europee hanno lasciato spazio d'azione sufficiente per aumentare i dividendi nel tempo.


Assistenza sanitaria: le società sanitarie potrebbero essere una fonte di utili e di crescita dei dividendi nell'attuale contesto inflazionistico. Storicamente le società farmaceutiche hanno mostrato un potere relativamente forte di determinazione dei prezzi. Se da un lato il settore ha dovuto far fronte a pressioni politiche sui prezzi dei farmaci, dall'altro le società farmaceutiche più innovative potrebbero essere in grado di alzare i prezzi a livelli modesti.


Come le società energetiche, le principali aziende farmaceutiche riconoscono che una parte considerevole della loro proposta di valore con una cerchia di investitori è il pagamento di dividendi. Questo, insieme a una pipeline potenzialmente robusta nei prossimi anni per diverse importanti società farmaceutiche in tutte le aree geografiche, fa sì che siamo fiduciosi che il settore sanitario sarà un altro ambito che può essere una fonte ben diversificata di reddito azionario. 


Le società di materie prime offrono alcuni dei rendimenti più alti 

Fonti: MSCI, RIMES. Dati aggiornati al 31 gennaio 2022.

In conclusione


Nell'ultimo decennio, molte società growth hanno tratto benefici da un contesto di modesta crescita economica globale, inflazione trascurante e tassi di interesse molto bassi. Sembra che stiamo affrontando la fase iniziale di un mercato azionario che inizia a mostrare una certa ampiezza dopo una forte attenzione posta sui titoli growth legati alla tecnologia, in particolare quelli degli Stati Uniti.


Poiché la volatilità di mercato aumenta a causa della stretta monetaria e degli elevati livelli di inflazione, gli investimenti con reddito da dividendi potrebbero svolgere un ruolo più cruciale nel rendimento totale di un portafoglio. È probabile che gli investitori prestino maggiore attenzione ai distributori di dividendi mentre le società ripristinano o continuano ad aumentare i loro dividendi, anche se in modo graduale. Inoltre, gli investitori a lungo termine hanno l'opportunità di entrare a livello base in questo panorama in evoluzione; molte società attualmente negoziano a valutazioni interessanti che potrebbero non riflettere appieno il loro potenziale di rialzo man mano che le economie continuano a normalizzarsi.



Hilda Applbaum ha 32 anni di esperienza in materia di investimenti, 24 con il Gruppo Capital. All'inizio della sua carriera in Capital, si è occupata di titoli convertibili globali come analista d'investimento. Hilda ha conseguito un master in economia alla New York University e una laurea di primo livello alla Barnard. È anche titolare di un charterholder CFA

Alfonso Barroso è un gestore di portafoglio azionario di Capital Group. Ha maturato 25 anni di esperienza nel campo degli investimenti, tutti in Capital Group. All'inizio della sua carriera presso Capital in qualità di analista degli investimenti azionari si è occupato di aziende retail in Europa e in America Latina, REIT e settore immobiliare europeo nonché servizi di telecomunicazioni e Internet in Europa.  

Marc Nabi è un direttore degli investimenti con 31 anni di esperienza nel campo degli investimenti. Ha conseguito un MBA in finanza presso la New York University e una laurea in contabilità presso l'Università del Michigan.

 


MSCI All Country World Index è un indice ponderato per la capitalizzazione di mercato rettificata per il flottante, concepito per misurare i risultati dei listini azionari dei mercati globali sviluppati ed emergenti, costituito da oltre 40 indici dei Paesi sviluppati ed emergenti.

 

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