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Pandemia, guerra e cambiamenti climatici accentuano l'attenzione sui criteri ESG
Jessica Ground
Responsabile globale ESG

Se da un lato il COVID-19 ha contribuito ad accelerare il programma ESG, dall'altro la tragica invasione dell'Ucraina potrebbe accelerarne ulteriormente l'evoluzione.


La pandemia ha acceso i riflettori sulle questioni sociali (S) dei criteri ESG. A distanza di due anni, il conflitto in Ucraina ha riportato all'attenzione degli investitori la componente legata alla governance (G). Allo stesso tempo, la crescente comprensione delle implicazioni e dell'importanza del cambiamento climatico ha fatto sì che la componente ambientale (E) continui a dominare l'attenzione degli investitori ESG.


Queste e molte altre informazioni sono emerse nello studio annuale globale ESG di Capital Group, pubblicato a maggio 2022. Raccogliendo le opinioni di oltre 1.100 professionisti degli investimenti istituzionali e wholesale in Europa, Nord America e Asia-Pacifico, lo studio ha dimostrato che le tendenze ESG continuano a guadagnare terreno.


Lo slancio ESG si consolida


Lo slancio alla sostenibilità e all'ESG continua a consolidarsi, alimentato dalla domanda degli investitori e dal desiderio di dare un contributo.  Rispetto all'anno precedente, una percentuale maggiore di investitori globali descrive la propria posizione ESG come convinzione, accettazione o conformità. La schiera di persone a livello globale ad aver adottato i criteri ESG è salita a quasi il 90%, rispetto all'84% del 2021. Nello stesso periodo, il numero di coloro che si sono tenuti in disparte o che non hanno adottato i criteri è sceso all'11%, rispetto al 16% dell'anno precedente.  


Fonte: Capital Group, ESG Global Study 2022

La convinzione nei criteri ESG è ulteriormente sottolineata dal fatto che solo il 13% degli investitori globali ritiene che l'ESG sia una moda passeggera, destinata a sparire.  Ciò dimostra come la maggior parte degli investitori consideri l'ESG come una parte permanente e preminente del panorama degli investimenti.


Fonte: Capital Group, ESG Global Study 2022

La E di ESG continua a dominare, ma una rilevanza sempre maggiore viene data alla S


Le pressioni strutturali e sociali derivanti dal cambiamento climatico sono state fondamentali per portare le questioni ambientali (la E di ESG) al vertice delle preoccupazioni degli investitori in materia di sostenibilità. Lo studio ha evidenziato che le tematiche ambientali hanno continuato a dominare le decisioni relative all'allocazione e che gli investitori hanno incrementato l'attenzione posta alle tematiche E rispetto all'anno precedente (47% contro 44%).


Sebbene gli investitori abbiano indicato un'attenzione ancora maggiore per le questioni ambientali nel 2022, ci sono segnali che indicano che questa situazione potrebbe cambiare in futuro, poiché le persone riconoscono uno squilibrio. Il 41% degli investitori si è detto d'accordo sul fatto che le questioni sociali sono trascurate a causa dell'attenzione posta al tema ambientale.  


Fonte: Capital Group, ESG Global Study 2022

Fonte: Capital Group, ESG Global Study 2022

La ricerca qualitativa condotta nell'ambito dello studio suggerisce alcune ragioni alla base di queste opinioni. È possibile che l'impatto della pandemia COVID-19 abbia suscitato una maggiore consapevolezza sull'importanza di condizioni di lavoro sicure, accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione.


Con l'imposizione di severe chiusure in tutto il mondo, le aziende che operano nei settori della vendita al dettaglio e dell'assistenza sanitaria hanno subito particolari pressioni per garantire la sicurezza e il benessere dei propri lavoratori. Molti hanno risposto fornendo dispositivi di protezione o estendendo il congedo per malattia retribuito al personale temporaneo e agli appaltatori. Altre aziende hanno fornito loro beni e servizi, quali accesso a Internet, videoconferenze, apprendimento a distanza, scuole e università, a titolo gratuito come modo per sostenere le comunità.


Con una maggiore consapevolezza del fatto che le questioni sociali possono avere conseguenze significative e di vasta portata per le aziende e le comunità in cui operano, l'impatto della pandemia potrebbe aver spinto gli investitori a considerare una gamma più ampia di questioni ESG. 


La G accresce il profilo


L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha inoltre portato sotto i riflettori diverse questioni relative ai criteri ESG, con preoccupazioni in materia di governance segnalate dagli intervistati nel sondaggio.


La risposta globale all'aggressione russa non è stata solo politica: anche il settore aziendale ha preso rapidamente posizione. Molte aziende hanno rilasciato dichiarazioni sulla loro esposizione commerciale alla Russia.


Noi di Capital Group abbiamo seguito da vicino le azioni delle aziende. Se l'attenzione dei media si è concentrata sulle azioni annunciate pubblicamente, noi abbiamo prestato particolare attenzione alle aziende che non avevano rilasciato dichiarazioni pubbliche. Analizzare le dichiarazioni pubbliche ci ha aiutato a comprendere meglio gli impatti sulle aziende e sulle relative licenze di operare.


Le preoccupazioni in materia di governance sono state ribadite da diversi investitori intervistati.


"Penso che la crisi dovrebbe mettere in maggiore rilievo la tematica della governance e probabilmente così sarà", afferma il direttore informatico (Chief information officer, CIO) di una società di consulenza indipendente italiana. "Ma avrebbe dovuto essere così da sempre: è triste che una tragedia e una guerra portino alla ribalta l'importanza del criterio G".


Un gestore di portafoglio di un wealth manager britannico è d'accordo. "Credo che la crisi abbia rafforzato le tematiche ESG concentrando l'attenzione su ciò che è importante, ovvero la governance sociale, che, a mio avviso, è proprio in cima alla lista".


Gli impatti dei principali eventi mondiali sono sempre stati avvertiti nei mercati degli investimenti. La comprensione degli effetti di primo, secondo e terzo ordine degli eventi e del loro impatto sulle decisioni di investimento non è una novità. Considerare le conseguenze di questi eventi attraverso una "lente ESG" può fornire una prospettiva più ricca e aiutare a inquadrare gli eventi per gli investitori.


Tuttavia, vi sono ancora sfide da superare, come evidenziato anche dall'indagine.


L'accesso a dati ESG affidabili e coerenti rimane una sfida fondamentale


Un tema emerso con forza e chiarezza nello studio dell'anno scorso, e rafforzato dai risultati di quest'anno, è la difficoltà di accesso e interpretazione dei dati ESG. Tra le questioni specifiche sollevate dagli intervistati figurano l'accesso ai dati ESG, la coerenza tra i fornitori di dati ESG e la trasparenza dei dati di benchmark e indici.


Le difficoltà legate alla solidità dei dati e l'incoerenza dei punteggi ostacolano la capacità degli investitori di incorporare le considerazioni ESG nel loro processo di investimento.  


La sfida numero uno citata dagli investitori globali nell'implementazione degli investimenti ESG è la mancanza di coerenza tra i diversi fornitori di rating ESG (25%).  Seguono le difficoltà di accesso alle informazioni e ai dati ESG.


Fonte: Capital Group, ESG Global Study 2022

L'incoerenza e l'imprecisione dei punteggi ESG sono ascrivibili a una moltitudine di fattori. Tra questi, i dati retrospettivi che non sono in grado di valutare adeguatamente il valore futuro delle aziende che si stanno convertendo ai temi della sostenibilità. Queste aziende potrebbero svolgere un ruolo importante nel guidare il cambiamento e diventare i leader ESG di domani. La natura soggettiva dei sistemi di punteggio implica inoltre che vi siano opinioni diverse sull'importanza relativa e sull'impatto materiale dei diversi fattori ESG in diversi settori e paesi.


Anche la coerenza della regolamentazione è stata indicata come un ostacolo significativo. Gli investitori si rivolgono alle autorità di regolamentazione affinché forniscano standard e definizioni comuni. Alla domanda su quali siano le priorità del quadro normativo ESG nei rispettivi paesi, la percentuale più alta cita la necessità di armonizzare standard, tassonomie e metriche globali (45%). Ciò indica che gli investitori lottano per districarsi in una rete sempre più complessa e disarticolata di regolamenti globali emessi da diversi enti.


Superare le sfide dei dati permetterà di ampliare la portata dei criteri ESG. I risultati del nostro studio globale mostrano che lo slancio verso l'ESG e la sostenibilità continua a consolidarsi.  Nonostante le sfide legate ai dati, sembra che la consapevolezza degli investitori sui temi ESG non solo stia aumentando, ma si stia anche ampliando per coprire una gamma più ampia di questioni sociali e di governance.


Per un'analisi più dettagliata degli ultimi risultati, consulta l'indagine completa.



Jessica Ground è responsabile globale ESG con 24 anni di esperienza nel settore. Ha conseguito una laurea in storia presso l'Università di Bristol ed è membro del CFA Institute.

 


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