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Volatilità di mercato
Investire a fronte dell'esacerbazione delle pressioni inflazionistiche
Philip Chitty
Portfolio Manager/Investment Analyst
Julie Dickson
Investment Director
CONSIDERAZIONI PRINCIPALI
  • Con ogni probabilità, l'inflazione frenerà questa crescita, le cui conseguenze dipendono dalla durata dell'attuale picco.
  • Alcuni settori sono segnatamente in grado di rispondere alle pressioni inflazionistiche.
  • Nell'ambito del reddito fisso, vi sono alcune attività capaci di mitigare l'aumento dell'inflazione.

Qual è la sua opinione in merito alle pressioni inflazionistiche e sulle prospettive di crescita globale?


Philip Chitty: La crescita globale era in forte ripresa dopo la pandemia, soprattutto negli Stati Uniti e in Europa. L'impennata dell'inflazione frenerà questa crescita, le cui conseguenze dipendono dalla sua durata.


Dal punto di vista dell'inflazione ciclica, quando siamo usciti dalla pandemia abbiamo iniziato a vedere una tempesta perfetta di offerta inferiore e domanda forte, che ha portato a una ripresa dell'inflazione. Si tratta in parte di inflazione transitoria che dovrebbe iniziare a diminuire verso la fine dell'anno.


Ritengo, tuttavia, che vi siano ragioni strutturali per cui l'inflazione sarà più elevata nel prossimo ciclo rispetto agli ultimi 20 anni. Già prima della pandemia stavamo iniziando a vedere i segni che alcuni dei fattori che avevano tenuto bassa l'inflazione, quali, ad esempio, la globalizzazione, stavano iniziando a cambiare.


Nel corso degli anni, l'offerta di manodopera a basso costo e la produzione di beni a basso costo in altre parti del mondo hanno contribuito a ridurre i tassi di inflazione in Europa e negli Stati Uniti. La globalizzazione ha inoltre contribuito a mantenere il potere contrattuale della manodopera locale molto ridotto rispetto al resto del mondo.


La campagna "Make America great" di Donald Trump per riportare la produzione in patria e la Brexit sono entrambi esempi di riduzione della globalizzazione. Stiamo iniziando a vedere alcune di queste pressioni esacerbarsi ulteriormente con il conflitto tra Russia e Ucraina. La geopolitica sta ora svolgendo un ruolo più importante nelle decisioni dei paesi volte a cercare di avvicinare la produzione al proprio territorio.


Il costo ambientale delle lunghe filiere e della spedizione di merci in tutto il mondo fornisce un altro motivo per portare la produzione più vicina al proprio territorio. Ciò a sua volta significa che il potere contrattuale della manodopera locale inizia ad aumentare. Nel corso degli anni, la quota di manodopera e il declino del potere dei sindacati hanno fatto sì che gli aumenti salariali fossero molto moderati, ad esempio, negli Stati Uniti rispetto all'estero. Credo che la situazione inizierà a cambiare. 


Quali settori hanno il potenziale per affrontare meglio l'aumento dei costi?


Julie Dickson: Se si considera l'inflazione nel tempo, escludendo i periodi di inflazione estrema o di deflazione significativa, i mercati azionari e del reddito fisso statunitensi hanno fornito valore nel lungo periodo. È quindi importante non prendere decisioni a breve termine quando si investe in questo tipo di periodi di inflazione.


Le azioni e le obbligazioni hanno registrato performance positive nei periodi di inflazione

Rendimento medio annuo a tassi di inflazione diversi (1970-2021)1

I rendimenti passati non sono indicativi di rendimenti futuri.

Alcuni settori sono particolarmente adatti a rispondere alle pressioni inflazionistiche, semplicemente per il potere di determinazione dei prezzi e per la capacità di trasferire gli aumenti di prezzo, sia nei loro servizi che nei loro prodotti, o in aree in cui hanno una forte domanda da parte dei consumatori.


Uno di questi settori è quello dei semiconduttori, che in questo contesto continuano ad avere un forte potere di determinazione dei prezzi. Ciò è dovuto in parte alle dinamiche di domanda e offerta, ma anche alla capacità di trasferire gli aumenti di prezzo. Per settori come bevande, articoli per la casa, abbigliamento e articoli di lusso, la domanda di questi prodotti tende a rimanere relativamente stabile anche in questo contesto. Pertanto, le aziende che operano in questi settori sono anche in grado di trasferire gli aumenti dei costi e di proteggere meglio i loro margini di profitto. 


1. Dati al 31 ottobre 2021 in dollari americani. Fonti: Capital Group, Bloomberg Index Services Ltd., Morningstar, Standard & Poor’s
Tutti i rendimenti sono rendimenti reali corretti per l'inflazione. Rendimenti azionari statunitensi rappresentati dall'Indice Standard & Poor's 500 Composite. Obbligazionario USA rappresentato dall'Indice Ibbotson Associates SBBI U.S. Intermediate-Term Government Bond dal 1° gennaio 1970 al 31 dicembre 1975 e dall'Indice Bloomberg U.S. Aggregate Bond dal 1° gennaio 1976 al 31 ottobre 2021. I tassi d'inflazione sono definiti dai rendimenti a 12 mesi dell'Indice Ibbotson Associates SBBI U.S. Inflation.



Philip Chitty is a fixed income portfolio manager at Capital Group. As a fixed income investment analyst, he covers Western Europe and the U.K. He has 26 years of investment experience and has been with Capital Group for 16 years. Earlier in his career at Capital, Philip had macroeconomic responsibility for Europe and Japan. Prior to joining Capital, Philip was a senior European economist with ABN AMRO. Before that, he was an economist with HM Treasury. He holds a master’s degree in economics from Birkbeck College, University of London. Philip is based in London.

Julie Dickson è Investment Director presso Capital Group. Vanta 27 anni di esperienza nel settore degli investimenti e lavora per Capital Group da cinque anni. Ha conseguito una laurea in economia aziendale con specializzazione in finanza presso la Cornell University. Possiede inoltre l'Investment Management Certificate e la qualifica di Chartered Financial Analyst. Julie risiede a Londra.


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