Reddito fisso Perché la struttura del mercato premia la gestione attiva nel DME in valuta locale

Il debito dei mercati emergenti (DME) denominato in valuta locale si è affermato come una delle gamme di opportunità più diversificate nel panorama del reddito fisso globale. Le emissioni sono aumentate, la liquidità è migliorata, le curve dei rendimenti si sono sviluppate e la base degli investitori si è ampliata, coinvolgendo operatori nazionali e internazionali. Per molte economie emergenti, un mercato obbligazionario locale ben funzionante e una politica monetaria credibile sono ormai indicatori di sviluppo economico anziché semplici aspirazioni.
 

Per gli investitori, la questione non è più se vale la pena destinare una quota del proprio portafoglio al DME in valuta locale, bensì quale sia il modo migliore per trarne vantaggio. Un approccio passivo o smart beta offre un punto di ingresso a basso costo, ma comporta anche una serie di decisioni che molti investitori potrebbero non comprendere appieno. A nostro avviso, le caratteristiche strutturali di questa asset class, ovvero l’ampiezza, l’eterogeneità e le molteplici fonti di rendimento, creano le condizioni in cui una gestione attiva specializzata è particolarmente adatta a generare valore aggiunto.
 

Le dimensioni del mercato evidenziano quanto sia alta la posta in gioco. Il famoso indice JPMorgan GBI-EM Global Diversified rappresenta circa 2.800 miliardi di dollari USA, a fronte di circa 16.600 miliardi di dollari di debito pubblico negoziabile in valuta locale. In altre parole, l’indice copre meno del 17% del mercato in generale. Un ampio ventaglio di opportunità si colloca quindi, sin dall’inizio, al di fuori del benchmark standard. 

Gli indici riflettono solo una parte di un mercato molto più ampio

Valore di mercato del principale indice dei mercati emergenti in valuta locale

Perché la struttura del mercato favorisce la gestione attiva del debito dei mercati emergenti in valuta locale

I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri. 

Dati al 30 agosto 2026. Per stock di debito si intende l’ammontare totale del debito in essere. Fonte: JPMorgan. 

Tuttavia, tali opportunità non sono disponibili solo grazie a una gestione attiva. Dipendono invece da competenze che sono complesse da sviluppare e ancora più difficili da integrare: una ricerca specializzata in grado di distinguere un’economia dall’altra, la capacità operativa necessaria per detenere posizioni escluse dall’indice di riferimento, le competenze combinate in materia di tassi e valute per gestire in modo indipendente ciascun fattore di rendimento, nonché una funzione di gestione del rischio dotata dell’autorevolezza necessaria per orientare le esposizioni anziché limitarsi a segnalarle.
 

Il nostro approccio è strutturato proprio in base a tali requisiti. Il debito dei mercati emergenti è affidato ad analisti specializzati in titoli sovrani e corporate, a macroeconomisti e a uno strategist valutario, anziché a generalisti. Pertanto, la dispersione tra i vari Paesi viene esaminata proprio al livello in cui si manifesta effettivamente. Un team di esperti valuta i meccanismi di mercato e l’accesso alle controparti in oltre 75 mercati. Ciò è spesso determinante per stabilire se un’opportunità fuori benchmark sia realmente investibile o se risulti interessante solo sulla carta.
 

Le caratteristiche strutturali del DME in valuta locale, la sua dispersione, le semplificazioni insite negli indici di riferimento, le molteplici fonti di rendimento, nonché le inefficienze e i rischi generati dai suoi stessi meccanismi, costituiscono le perfette condizioni in cui riteniamo che una gestione attiva specializzata possa apportare il massimo valore aggiunto.

Edward Harrold è Investment director presso Capital Group. Vanta un'esperienza di 19 anni nel settore, di cui 12 in Capital Group. Ha conseguito una laurea di primo livello con lode in relazioni internazionali presso la London School of Economics. Vanta inoltre la qualifica di Chartered Financial Analyst®. Opera dalla sede di Londra. 

Jeremy Cunningham è Investment Director presso Capital Group. Vanta un'esperienza di 39 anni nel settore, di cui 10 in Capital Group. È accreditato come Chartered Financial Analyst® e opera dalla sede di Londra. 

I risultati passati non sono una previsione dei risultati futuri. Non è possibile investire direttamente in un indice, che non è gestito. Il valore degli investimenti e del relativo reddito può aumentare come diminuire e l'investitore potrebbe perdere in parte o per intero l'importo dell'investimento iniziale. Le presenti informazioni non intendono fornire consulenza fiscale, per gli investimenti o di altra natura, né essere una sollecitazione all'acquisto o alla vendita di titoli.
 
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