In questo articolo, illustriamo brevemente lo scenario globale che potrebbe prospettarsi per i mercati emergenti (ME) nel 2024, tra cui una politica più accomodante da parte della Federal Reserve (Fed), un contesto più favorevole per le valute dei ME e una crescita debole dell'economia mondiale. Durante la riunione di dicembre, la dichiarazione rilasciata dal Federal Open Market Committee (FOMC) ha segnato la fine del ciclo di rialzi e ha aperto la strada a una discussione in merito agli eventuali tagli dei tassi. Se i dati sull'inflazione dovessero sostenere questo cambio di passo, un atteggiamento più accomodante della Fed sarà senz'altro un fattore positivo per il debito dei ME, sebbene sia importante notare che i tassi statunitensi rimarranno probabilmente molto più elevati rispetto ai livelli prossimi allo zero del 2021. Inoltre, se l'inflazione dovesse riaccelerare o persistere più a lungo del previsto, è probabile che si ritorni a uno scenario di tassi statunitensi "più alti più a lungo".
Benché finora gli Stati Uniti siano riusciti a evitare una recessione tradizionale, settori diversi hanno attraversato una fase di contrazione in momenti diversi. La crescita degli Stati Uniti sembra destinata a rallentare ulteriormente rispetto al ritmo attuale, considerato sia il ritardo dovuto all'inasprimento delle condizioni finanziarie sia il minore stimolo fiscale previsto nel 2024. Intravediamo già segnali di rallentamento dell'attività del mercato del lavoro e una normalizzazione di alcuni parametri relativi all'andamento del credito al consumo.
Il percorso dei ME presenta storicamente una forte correlazione con la crescita statunitense, come mostrato nel grafico seguente, e la direzione seguita è molto diversa a seconda che gli Stati Uniti siano o meno riusciti a realizzare un atterraggio morbido. Il fatto che gli Stati Uniti abbiano registrato una recessione progressiva (rolling recession) meno grave nel 2023 induce a pensare che potrebbero evitare una recessione tradizionale anche nel 2024.