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Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti possono influire sui listini? 5 grafici da tenere sott'occhio
Matt Miller
Economista politico
Chris Buchbinder
Gestore di portafoglio azionario

In un anno in cui l'inflazione alle stelle, la guerra in Ucraina e un mercato ribassista hanno dominato i titoli dei giornali, le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti hanno rischiato di complicare ulteriormente le cose. Ma ora le votazioni sono tornate al centro della scena – e non a caso. Matt Miller, economista politico di Capital Group, ritiene che quelle del 2022 potrebbero essere tra le elezioni di metà mandato più importanti nella storia degli Stati Uniti.


"Non illudiamoci: quest'anno qualsiasi mossa a Washington viene attentamente calcolata tenendo conto delle elezioni di metà mandato", afferma Miller.


Ma se da un lato è in gioco il controllo del Congresso, dall'altro lato è possibile che le elezioni di metà mandato influiscano in qualche modo sui listini azionari?


Per capirlo, abbiamo analizzato più di 90 anni di dati e abbiamo scoperto che la risposta è sì: i mercati hanno esibito un comportamento diverso durante gli anni delle elezioni di metà mandato. Ecco cinque aspetti utili da considerare per gli investimenti durante questo ciclo politico.


1. Il partito del presidente in genere perde seggi al Congresso


 


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Fonte: The American Presidency Project, "Seats in Congress Gained/Lost by the President's Party in Mid-Term Elections”.

Le elezioni di metà mandato si verificano per l'appunto a metà di un mandato presidenziale e di solito comportano per il partito del presidente un calo dei consensi al Congresso. Nelle ultime 22 elezioni di metà mandato, il partito del presidente ha perso in media 28 seggi alla Camera dei rappresentanti e 4 al Senato. Ci sono stati solo due casi in cui il partito del presidente ha ottenuto seggi in entrambe le Camere.


Perché questa situazione sembra essere diventata una consuetudine? In primo luogo, i sostenitori del partito che non è al potere di solito sono più motivati a promuovere l'affluenza alle urne. Inoltre, il presidente tende a perdere consensi durante i primi due anni in carica, il che può influenzare gli elettori indecisi e delusi.


"Il Senato resta un terno al lotto, ma la storia insegna che il partito al governo subirà un contraccolpo, che porterà i repubblicani a riprendere il controllo della Camera", spiega Miller. "Per quanto riguarda gli investitori, questo porrebbe fine a qualsiasi possibilità di una legislazione democratica ambiziosa nei prossimi due anni."


Dal momento che la perdita dei seggi è così usuale, di solito questo viene scontato dai mercati all'inizio dell'anno. Ma la portata di uno spostamento del potere politico, e delle seguenti ripercussioni sulle politiche, rimarrà incerta fino a fine anno, il che può spiegare le altre tendenze che abbiamo scoperto.


2. Negli anni di metà mandato, i rendimenti del mercato statunitense tendono ad essere fiacchi fino all'ultimo


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Fonti: Capital Group, RIMES, Standard & Poor's. Il grafico mostra la traiettoria media dei rendimenti azionari durante gli anni delle elezioni a medio termine rispetto agli altri anni. Ciascun punto sulle linee rappresenta il rendimento medio da inizio anno a quel particolare mese e giorno ed è calcolato utilizzando i rendimenti dei prezzi giornalieri dal 1/01/1931 al 31/12/2021.

 


La nostra analisi dei rendimenti dell'Indice S&P 500 dal 1931 ha indicato che l'andamento dei titoli durante gli anni delle elezioni di metà mandato varia notevolmente rispetto a tutti gli altri anni.


Poiché i mercati in genere mettono a segno un rialzo sui lunghi periodi, il movimento medio dei titoli nel corso di un anno dovrebbe registrare una crescita progressiva. Tuttavia, abbiamo rilevato che nei primi mesi degli anni con elezioni di metà mandato, i titoli hanno tendenzialmente archiviato rendimenti medi inferiori e spesso guadagnato poco terreno fino a poco prima delle elezioni.


I mercati non amano l'incertezza: un adagio particolarmente calzante in questo caso. All'inizio dell'anno vi sono meno certezze riguardo all'esito e all'impatto delle elezioni, ma i mercati tendono a riprendere quota nelle settimane immediatamente precedenti le votazioni e continuano a salire alla chiusura dei sondaggi. Finora, il 2022 è stato un altro esempio di anno delle elezioni di metà mandato caratterizzato da rendimenti poco brillanti, anche se l'impatto della politica è stato minimo rispetto a quello dell'inflazione e dell'incremento dei tassi d'interesse. 


L'andamento dei titoli varia notevolmente durante ogni ciclo elettorale e la tendenza generale dei mercati nel lungo termine è positiva.


3. La volatilità è stata più elevata negli anni delle elezioni di metà mandato


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Fonti: Capital Group, RIMES, Standard & Poor's. Al 31/12/2021. La volatilità viene calcolata utilizzando la deviazione standard dei rendimenti giornalieri per ogni singolo mese. La deviazione standard è una misura del modo in cui i rendimenti sono cambiati rispetto alla media nel corso del tempo. Un valore inferiore indica una minore volatilità. La volatilità mediana per ogni mese viene visualizzata su base annua.

 


Le elezioni possono mettere a dura prova i nervi. I candidati spesso attirano l'attenzione sui problemi del Paese e le campagne elettorali amplificano sistematicamente i messaggi negativi. Le proposte politiche possono essere poco chiare e spesso riguardano industrie o imprese specifiche.


Perciò non dovrebbe sorprendere che la volatilità del mercato sia più elevata negli anni delle elezioni di metà mandato, soprattutto nelle settimane precedenti l'Election Day. Dal 1970, gli anni di metà mandato hanno registrato una deviazione standard mediana dei rendimenti di quasi il 16%, rispetto al 13% di tutti gli altri anni.


"Non credo che quest'anno le cose cambino", afferma Chris Buchbinder, gestore di portafoglio azionario. "L'anno probabilmente riserverà qualche ostacolo lungo il cammino e gli investitori dovrebbero prepararsi a una volatilità a breve termine, ma non mi aspetto che i risultati delle elezioni possano costituire un catalizzatore degli investimenti in un senso o nell'altro."


4. Dopo le elezioni di metà mandato i rendimenti del mercato statunitense in genere sono stati elevati


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Fonti: Capital Group, RIMES, Standard & Poor's. Ai fini del calcolo si utilizza l’Election Day come data di inizio in tutti gli anni delle elezioni e il 5 novembre come approssimazione per la data di inizio negli altri anni. Nel grafico sono indicati solo gli anni delle elezioni di metà mandato. Al 31/12/2021.

 


Il risvolto positivo per gli investitori è che i mercati hanno avuto la tendenza a rimbalzare fortemente nei mesi successivi, e il rilancio spesso iniziato poco prima delle elezioni non è stato un semplice rally a breve termine. Per l'intero anno successivo al ciclo elettorale i rendimenti sono rimasti tipicamente superiori alla media. Dal 1950, i rendimenti medi a un anno dopo le elezioni di metà mandato sono stati del 15%, più del doppio dei rendimenti di tutti gli altri anni su un periodo analogo.


Naturalmente ogni ciclo è diverso e le elezioni sono solo uno dei molti fattori che influenzano i rendimenti del mercato. Nel corso del prossimo anno, ad esempio, gli investitori dovranno soppesare anche le ripercussioni di una potenziale recessione negli Stati Uniti.


5. I titoli statunitensi hanno messo a segno buoni risultati indipendentemente dalla composizione dei palazzi del potere di Washington.


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Fonti: Capital Group, Strategas. Al 31 dicembre 2021. “Governo unificato” indica che il controllo della Casa Bianca, della Camera e del Senato viene esercitato dallo stesso partito politico. “Congresso unificato” indica che il controllo della Camera e del Senato viene esercitato dallo stesso partito, mentre quello della Casa Bianca viene esercitato da un partito diverso. “Congresso diviso” indica che il controllo della Camera e del Senato viene esercitato da partiti diversi, indipendentemente dal controllo della Casa Bianca.

 


Non c'è niente di sbagliato nel volere la vittoria del proprio candidato preferito, ma attribuire troppa importanza ai risultati elettorali potrebbe creare problemi agli investitori. Questo perché, storicamente, le elezioni hanno avuto un impatto limitato sui rendimenti degli investimenti a lungo termine.


Nel 2020, molti investitori temevano lo scenario della cosiddetta "onda blu", o il jackpot dei Democratici. Ma nonostante queste preoccupazioni, lo S&P 500 è salito del 42% nei 14 mesi successivi alle elezioni del 2020 (dal 4 novembre 2020 al 3 gennaio 2022).


A partire dal 1933, i mercati hanno registrato in media rendimenti a doppia cifra in tutti gli anni in cui un singolo partito ha controllato la Casa Bianca ed entrambe le Camere del Congresso. Si tratta di un valore appena al di sotto dei rialzi medi negli anni di "Congresso diviso", uno scenario che in tanti ritengono possa ripetersi quest'anno. Anche nel caso di risultati "meno buoni", cioè quando il Congresso è controllato dal partito in opposizione a quello del presidente, si sono registrati solidi rendimenti medi dei prezzi nell'ordine del 7,4%.


Qual è la conclusione per gli investitori?


Le elezioni di metà mandato, e la politica nel suo insieme, creano molta confusione e incertezza.


Per quanto ogni tornata elettorale alimenti la volatilità, non bisogna lasciarsi spaventare. La verità è che i rendimenti azionari a lungo termine provengono dal valore delle singole società nel tempo. Per investire in modo intelligente è opportuno guardare oltre i massimi e i minimi a breve termine e mantenere invece il focus sul lungo termine.


 

In un anno in cui l'inflazione alle stelle, la guerra in Ucraina e un mercato ribassista hanno dominato i titoli dei giornali, le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti hanno rischiato di complicare ulteriormente le cose. Ma ora le votazioni sono tornate al centro della scena – e non a caso. Matt Miller, economista politico di Capital Group, ritiene che quelle del 2022 potrebbero essere tra le elezioni di metà mandato più importanti nella storia degli Stati Uniti.

"Non illudiamoci: quest'anno qualsiasi mossa a Washington viene attentamente calcolata tenendo conto delle elezioni di metà mandato", afferma Miller.

Ma se da un lato è in gioco il controllo del Congresso, dall'altro lato è possibile che le elezioni di metà mandato influiscano in qualche modo sui listini azionari?

Per capirlo, abbiamo analizzato più di 90 anni di dati e abbiamo scoperto che la risposta è sì: i mercati hanno esibito un comportamento diverso durante gli anni delle elezioni di metà mandato. Ecco cinque aspetti utili da considerare per gli investimenti durante questo ciclo politico.



Matt Miller è economista politico del Capital Group e ospita il podcast Capital Ideas. In precedenza era consulente senior presso McKinsey, un editorialista e autore del Washington Post, ospite del programma "Left, Right & Center" della radio pubblica e un aiutante della Clinton White House. Ha conseguito una laurea in giurisprudenza presso la Columbia e una laurea in economia presso la Brown.

Chris Buchbinder è un gestore di portafoglio azionario con 25 anni di esperienza nel settore degli investimenti. Ha conseguito una laurea in economia e relazioni internazionali presso la Brown University.


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