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Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti possono influire sui listini? 5 grafici da tenere sott’occhio
Matt Miller
Economista politico
Chris Buchbinder
Gestore di portafoglio azionario

Mancano più di nove mesi alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, ma questa scadenza è già prioritaria per politici ed elettori, e non a caso. Matt Miller, economista politico di Capital Group, ritiene che quelle del 2022 potrebbero essere tra le elezioni di metà mandato più importanti della storia degli Stati Uniti.


“Non illudiamoci: in questo momento qualsiasi mossa a Washington viene attentamente calcolata tenendo conto delle elezioni di metà mandato”, afferma Miller.


Ma se da un lato è in gioco il controllo del Congresso, è possibile che dall’altro le elezioni di metà mandato influiscano in qualche modo sui listini azionari statunitensi?


Per capirlo, abbiamo analizzato più di 90 anni di dati e abbiamo scoperto che la risposta è sì: i mercati hanno esibito un comportamento diverso durante gli anni delle elezioni di metà mandato. Abbiamo individuato cinque lezioni chiave utili per decidere degli investimenti durante questo ciclo politico.


1. Il partito del presidente in genere perde seggi al Congresso


 


Fonte: The American Presidency Project, "Seats in Congress Gained/Lost by the President's Party in Mid-Term Elections”.

Le elezioni di metà mandato si verificano a metà di un mandato presidenziale di quattro anni e di solito comportano un arretramento del partito del presidente al Congresso. Nelle ultime 22 elezioni di metà mandato, il partito del presidente ha perso in media 28 seggi alla Camera dei rappresentanti e 4 al Senato. Ci sono stati solo due casi in cui il partito del presidente ha ottenuto seggi in entrambe le Camere.


“Se da un lato alle elezioni manca ancora quasi un anno — e in politica questo è un’eternità — dall’altro l’esperienza passata suggerisce che per il partito al potere ci saranno delle ripercussioni che porteranno i Repubblicani a riprendere il controllo della Camera e potenzialmente del Senato”, afferma Miller.


Perché questa situazione sembra essere diventata una consuetudine? In primo luogo, i sostenitori del partito che non è al potere di solito sono più motivati a promuovere l’affluenza alle urne. Inoltre, in genere il presidente perde consensi durante i primi due anni in carica, il che può influenzare gli indecisi e delusi e spingerli a cercare il cambiamento.


Dal momento che la perdita dei seggi è così usuale, di solito questo viene scontato dai mercati all’inizio dell’anno. Ma la portata di un squilibrio di potere politico — e delle seguenti ripercussioni politiche — rimane incerta fino a fine anno, il che può spiegare alcune delle altre tendenze che abbiamo scoperto.


2. Negli anni di metà mandato, i rendimenti del mercato statunitense tendono ad essere fiacchi fino all’ultimo


Fonti: Capital Group, RIMES, Standard & Poor's. Il grafico mostra la traiettoria media dei rendimenti azionari durante gli anni delle elezioni a medio termine rispetto agli altri anni. Ciascun punto sulle linee rappresenta il rendimento medio da inizio anno a quel particolare mese e giorno ed è calcolato utilizzando i rendimenti dei prezzi giornalieri dal 1/01/1931 al 31/12/2021.

 


La nostra analisi dei rendimenti dell’Indice Standard & Poor’s 500 Composite dal 1931 ha indicato che l’andamento dei titoli durante gli anni delle elezioni di metà mandato varia notevolmente rispetto a tutti gli altri anni.


Poiché i mercati in genere mettono a segno un rialzo sui lunghi periodi, anche il movimento medio dei titoli nel corso di un anno dovrebbe registrare una crescita progressiva. Tuttavia, abbiamo rilevato che nei primi mesi degli anni con elezioni di metà mandato, i titoli tendono ad avere rendimenti medi inferiori e spesso guadagnano poco terreno fino a poco prima delle elezioni.


Il luogo comune per cui ‘i mercati non amano l’incertezza’ è particolarmente calzante in questo caso. All’inizio dell’anno vi sono meno certezze riguardo all’esito e all’impatto delle elezioni, ma i mercati tendono a riprendere quota quando risulta più facile prevedere i risultati nelle settimane prima di un’elezione, e continuano a salire alla chiusura dei sondaggi.


Essere consapevoli del fatto che nel 2022 i mercati potrebbero mostrarsi instabili può risultare utile, ma non per questo gli investitori dovrebbero pensare di restare in attesa degli sviluppi o cercare di indovinare le oscillazioni del mercato. L’andamento dei titoli varia notevolmente durante ogni ciclo elettorale e la tendenza generale dei mercati nel lungo termine è sempre stata positiva.


3. La volatilità è stata più elevata negli anni delle elezioni di metà mandato


Fonti: Capital Group, RIMES, Standard & Poor's. Al 31/12/2021. La volatilità viene calcolata utilizzando la deviazione standard dei rendimenti giornalieri per ogni singolo mese. La deviazione standard è una misura del modo in cui i rendimenti sono cambiati rispetto alla media nel corso del tempo. Un valore inferiore indica una minore volatilità. La volatilità mediana per ogni mese viene visualizzata su base annua.

 


Le elezioni possono mettere a dura prova i nervi. I candidati spesso attirano l’attenzione sui problemi del Paese e le campagne elettorali amplificano sistematicamente i messaggi negativi. Le proposte politiche rimangono incerte, ma spesso si rivolgono a settori o imprese specifici.


Perciò non dovrebbe sorprendere che la volatilità del mercato statunitense sia più elevata negli anni delle elezioni di metà mandato, soprattutto nei mesi precedenti all’Election Day. Dal 1970, gli anni di metà mandato hanno registrato una deviazione standard mediana dei rendimenti di quasi il 16%, rispetto al 13% di tutti gli altri anni.


“Non credo che quest’anno le cose cambino”, afferma Chris Buchbinder, gestore di portafoglio azionario. “L’anno probabilmente riserverà qualche ostacolo lungo il cammino e gli investitori dovrebbero prepararsi a una volatilità a breve termine, ma non mi aspetto che i risultati delle elezioni possano costituire un catalizzatore degli investimenti in un senso o nell’altro.”


4. Dopo le elezioni di metà mandato i rendimenti del mercato statunitense in genere sono stati elevati


Fonti: Capital Group, RIMES, Standard & Poor's. Ai fini del calcolo si utilizza l’Election Day come data di inizio in tutti gli anni delle elezioni e il 5 novembre come approssimazione per la data di inizio negli altri anni. Nel grafico sono indicati solo gli anni delle elezioni di metà mandato. Al 31/12/2021.

 


Il lato positivo per gli investitori è che dopo tali periodi di volatilità, i mercati tendono a mostrare un forte recupero nei mesi successivi e il rally che spesso inizia poco prima dell’Election Day non è solo un incidente di percorso a breve termine. I rendimenti superiori alla media sono tipici per l’intero anno successivo al ciclo elettorale. Dal 1950, i rendimenti medi a un anno dopo le elezioni di metà mandato sono pari al 15%, più del doppio dei rendimenti di tutti gli altri anni su un periodo analogo di 12 mesi.


5. I titoli statunitensi hanno messo a segno buoni risultati indipendentemente dalla composizione dei palazzi del potere di Washington.


Fonti: Capital Group, Strategas. Al 31 dicembre 2021. “Governo unificato” indica che il controllo della Casa Bianca, della Camera e del Senato viene esercitato dallo stesso partito politico. “Congresso unificato” indica che il controllo della Camera e del Senato viene esercitato dallo stesso partito, mentre quello della Casa Bianca viene esercitato da un partito diverso. “Congresso diviso” indica che il controllo della Camera e del Senato viene esercitato da partiti diversi, indipendentemente dal controllo della Casa Bianca.

 


Non c’è niente di sbagliato nel volere la vittoria del proprio candidato preferito, ma attribuire troppa importanza ai risultati elettorali potrebbe creare problemi agli investitori. Questo perché, storicamente, le elezioni hanno avuto un impatto molto limitato sui rendimenti degli investimenti a lungo termine.


Nel 2020, molti investitori temevano lo scenario della cosiddetta “onda blu”, o il jackpot dei Democratici. Eppure, nonostante questi timori, l’Indice S&P 500 ha messo a segno un rialzo di quasi il 35% dopo le elezioni del 2020 (fino al 12 gennaio 2022).


A partire dal 1933, i mercati hanno registrato in media rendimenti a doppia cifra in tutti gli anni in cui un singolo partito ha controllato la Casa Bianca ed entrambe le Camere del Congresso. Si tratta di un valore appena al di sotto dei rialzi medi negli anni di “Congresso diviso”, uno scenario che in tanti ritengono molto probabile nel 2022. Anche nello scenario dei risultati “meno buoni” – quando il Congresso è controllato dal partito in opposizione a quello del presidente – si registrano solidi rendimenti medi dei prezzi che si attestano al 7,4%.


Qual è la conclusione per gli investitori?


Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, e la politica nel suo insieme, creano molta confusione e incertezza. Sebbene negli anni delle elezioni di metà mandato queste cinque tendenze si siano manifestate nel complesso sull’arco di lunghi periodi, è importante ricordare che ogni anno è diverso e segue la propria strada.


Vi sono buone probabilità di un aumento della volatilità nel 2022, ma questo non deve spaventare. La verità è che i rendimenti azionari a lungo termine provengono dal valore delle singole società nel tempo. Per investire in modo intelligente è opportuno guardare oltre i massimi e i minimi a breve termine e mantenere invece il focus sul lungo termine.



Matt Miller è economista politico del Capital Group e ospita il podcast Capital Ideas. In precedenza era consulente senior presso McKinsey, un editorialista e autore del Washington Post, ospite del programma "Left, Right & Center" della radio pubblica e un aiutante della Clinton White House. Ha conseguito una laurea in giurisprudenza presso la Columbia e una laurea in economia presso la Brown.

Chris Buchbinder è un gestore di portafoglio azionario con 25 anni di esperienza nel settore degli investimenti. Ha conseguito una laurea in economia e relazioni internazionali presso la Brown University.


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