Dal lancio di ChatGPT nel 2022, alcuni titoli legati all’intelligenza artificiale sono saliti alle stelle raggiungendo livelli record, nonostante l’elevata inflazione, i dazi su larga scala e la guerra in Medio Oriente. Un ristretto gruppo di società detiene ormai una quota sproporzionata del mercato statunitense, portando la concentrazione a livelli che non si registravano da decenni.
Ciò significa che gli investitori in alcuni fondi indicizzati potrebbero essere esposti a rischi non previsti nei propri portafogli, poiché i fondi ponderati in base alla capitalizzazione di mercato, che attribuiscono un peso alle società in funzione del loro valore di mercato, non sono così ampiamente diversificati come molti si aspettano. I quattro grafici riportati di seguito aiutano a mettere nella giusta prospettiva l’attuale concentrazione di mercato e sottolineano la necessità di una maggiore diversificazione.
1. Il mercato odierno è uno dei più concentrati della storia
“Stiamo vivendo una situazione di mercato straordinaria”, afferma Martin Romo, Chief Investment Officer. L’attuale concentrazione del mercato è particolarmente evidente, con le prime 10 società che rappresentano quasi il 40% dell’indice S&P 500.
Non è la prima volta che assistiamo a una situazione di questo tipo. Livelli simili di concentrazione si sono registrati durante il boom economico giapponese degli anni Ottanta e nell’era dei “Nifty Fifty” negli Stati Uniti. In particolare, nel 1964, i primi 10 titoli rappresentavano il 39% dell’indice S&P 500. Tra le partecipazioni più rilevanti figuravano AT&T, General Motors, ExxonMobil, IBM e Texaco, aziende diverse fra loro e operanti in una vasta gamma di settori.