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Tassi d'interesse
L'era dei guadagni facili sta per volgere al termine?
David Hoag
Fixed Income Portfolio Manager
Darrell Spence
Economista
Diana Wagner
Gestore di portafoglio azionario

Poiché i tassi di interesse hanno giocato al ribasso per oltre 40 anni, gli investitori hanno potuto sfruttare una simile occasione per guidare uno dei più grandi mercati al rialzo della storia. Ma cosa succede quando i tassi iniziano improvvisamente ad aumentare mentre l'inflazione sale a livelli che non si registravano dagli anni '80? Stiamo per scoprirlo.


Ora che la U.S. Federal Reserve e molte altre banche centrali in tutto il mondo si sono impegnate ad aumentare i tassi e a tagliare le misure di incentivazione, gli investitori si pongono un'importante domanda: L'era dei guadagni facili sta per volgere al termine? Come spesso accade nei mercati finanziari, non è possibile rispondere semplicemente in modo affermativo o negativo.


"È probabilmente la fine del denaro libero, ma non credo che lo stesso valga per i guadagni facili", afferma David Hoag, un appassionato osservatore della Fed e gestore di portafoglio. "Le banche centrali faranno tutto ciò che è in loro potere per mantenere l'inflazione sotto controllo, ma non credo che apporteranno un reale cambiamento prima che l'economia inizi a risentirne".


Caduta libera: il crollo dei tassi di interesse nell'era dei guadagni facili

Fonti: Federal Reserve, Refinitiv Datastream. 4/11/22.

"Ad esempio, è improbabile che la Fed aumenti il tasso obiettivo dei fondi federali vicino alla media storica a lungo termine appena sotto il 5,0%", nota Hoag. Il tasso d'interesse di riferimento della Fed, che guida i prestiti overnight concessi alle banche statunitensi e influenza numerose altre forme di prestito, attualmente è compreso in un intervallo tra lo 0,25% e lo 0,50% dopo il rialzo dei tassi del mese scorso.


Hoag ritiene che la Fed interromperà la sua politica di rialzo una volta raggiunta una percentuale vicina al 2,0%. "È un aumento significativo rispetto allo stato attuale", riconosce, "tuttavia, risulta ancora molto basso su base storica. Qualsiasi aumento più alto, a mio avviso, rischierebbe di provocare una recessione negli Stati Uniti".


Al momento, le aspettative del mercato sono più alte, anche grazie ai decisi commenti dei funzionari della Fed nelle ultime settimane. Il mercato dei futures fisserà un tasso del 3,0% entro marzo 2023, incluso un aumento di 50 punti base alla prossima riunione di due giornate della Fed con inizio il 3 maggio.


Le aspettative di rialzo dei tassi federali sono aumentate drasticamente

Fonti: Capital Group, Chicago Mercantile Exchange. Percorso obiettivo dei fondi federali basato sull'analisi delle probabilità dei prezzi dei contratti futures sui fondi federali calcolati dal Chicago Mercantile Exchange. 14 aprile 2022.

Negli ultimi 14 anni, la Fed ha compiuto un'azione senza precedenti, abbassando il suo tasso d'interesse di riferimento fin quasi allo zero, prima come reazione alla crisi finanziaria globale del 2007-2009 e, successivamente, a sostegno dell'economia statunitense durante la crisi del COVID-19. Gli intensivi programmi di stimolo all'acquisto di obbligazioni sono serviti inoltre a mantenere artificialmente bassi i tassi di interesse a lungo termine.


"È impossibile mantenere i tassi a interesse zero per sempre", afferma Darrell Spence, economista del Capital Group. "Stiamo assistendo alla fine dell'attuale periodo dei tassi vicino allo zero e di espansione dei bilanci, ma non sono certo che ciò non si verificherà nuovamente".


La "via facile"


Spence ritiene che la Fed, la Banca Centrale Europea e altre banche centrali hanno trovato una "via facile" per affrontare periodi di grave crisi finanziaria, e che sarebbe ingenuo pensare che non la percorreranno quando giungerà la prossima crisi.


"Sono sicuro che la storia guarderà indietro a questo periodo e troverà numerose ragioni a sostegno del fatto che non sono state prese le scelte giuste", aggiunge. "Tuttavia, al momento, è difficile dire cos'altro avremmo potuto fare o cosa potremmo fare diversamente in futuro. Quando si adotta una simile strategia con questo tipo di politica monetaria, non è semplice prevederne le conseguenze".


Nel frattempo, gli investitori dovrebbero prepararsi a un'ulteriore volatilità, dato che l'alta inflazione, la politica monetaria più rigida e la guerra in Ucraina continuano a perturbare i mercati. Spence afferma che il rischio di recessione è più alto in Europa a causa della sua vicinanza alle zone di guerra e della dipendenza dall'energia russa, ma anche l'economia statunitense sta rallentando sotto il peso dell'interruzione delle catene di approvvigionamento e dell'aumento dei prezzi al consumo.


Spence non crede che una recessione negli Stati Uniti sia imminente, ma riflette sulla possibilità di una recessione economica tra il 25% e il 30% entro il 2023, in particolare se, d'ora in poi, la Fed continuerà a perseguire la sua politica di aumento dei tassi.


Cosa comporta per gli investimenti un ambiente di bassa crescita e tassi in aumento?


La costruzione di un portafoglio "per tutte le stagioni"


Nonostante i timori degli investitori di una politica monetaria più rigida, le azioni e le obbligazioni statunitensi si sono rafforzate nei precedenti periodi di aumento dei tassi di interesse. In 10 di questi periodi dal 1964, l'S&P 500 ha registrato un rendimento medio del 7,7%. Anche le obbligazioni hanno dato buoni risultati: l'indice Bloomberg Barclays U.S. Aggregate ha restituito una media del 3,9% per sette cicli di aumento dei tassi dal 1983.


Il periodo di adattamento iniziale può essere arduo, come abbiamo visto nel primo trimestre di quest'anno, con l'S&P 500 in calo del 4,6%. Le obbligazioni hanno subito il loro peggior trimestre in 20 anni, con un calo del 5,9%. Tuttavia, su periodi di tempo più lunghi, i mercati hanno la tendenza ad adattarsi, e gli investitori obbligazionari, in particolare, hanno beneficiato dell'opportunità di reinvestire a rendimenti più alti.


Le azioni statunitensi hanno generalmente reagito bene durante i periodi passati di aumento dei tassi

Fonti: Capital Group, Refinitiv Datastream, Standard & Poor's, U.S. Federal Reserve. I rendimenti di S&P 500 rappresentano rendimenti totali annualizzati.

Sulla base dei dati riportati si avvisa, come di consueto, che i risultati passati non sono predittivi dei rendimenti futuri. In effetti, non abbiamo mai vissuto un periodo in cui le banche centrali liquidano enormi bilanci (molto più grandi rispetto al periodo successivo alla crisi finanziaria globale) mentre i tassi di interesse aumentano da zero (o persino da valori negativi, nel caso della BCE). Possono verificarsi numerosi problemi.


Tale incertezza rende la costruzione di un portafoglio "per tutte le stagioni" ancora più importante, secondo quanto affermato dal gestore di portafoglio Diana Wagner.


Per gli investitori attivi, la chiave per superare periodi difficili consiste nel trovare aziende dalla valutazione interessante, che possano generare guadagni e crescita dei profitti indipendentemente dal contesto economico, come spiega Wagner.


"In questo ambiente, vi sarà una minore tolleranza per i modelli di business che non possono dimostrare un percorso di redditività in un periodo di tempo ragionevole", afferma. Una simile tendenza è in contrasto con l'anno scorso, durante il quale le aziende tecnologiche non redditizie si sono riprese.


Ciò non significa che i titoli del settore tecnologico non possano reagire adeguatamente. Infatti, il settore della tecnologia dell'informazione ha generato solidi rendimenti durante gli ultimi quattro periodi di aumento dei tassi. Tuttavia, è importante essere selettivi.


Quali settori hanno meglio reagito all'aumento dei tassi d'interesse?

Fonti: Capital Group, Refinitiv Datastream, S&P 500. I periodi di riferimento relativi al rialzo dei tassi includono febbraio 1994-febbraio 1995, giugno 1999-maggio 2000, giugno 2004-giugno 2006 e dicembre 2015-dicembre 2018. I calcoli del rendimento medio si basano sui rendimenti totali annualizzati.

Wagner cita Microsoft, UnitedHealth e Marsh & McLennan come esempi che hanno esibito capacità di rendimento "per tutte le stagioni" in passato.


"In un mercato in cui la crescita può essere scarsa", aggiunge, "preferirei concentrarmi su aziende con una comprovata esperienza nello stimolare la propria crescita. Si tratta di aziende con un alto ritorno sul patrimonio netto, bassi costi di produzione delle materie prime e ampio potere di determinazione dei prezzi".


Inoltre, le valutazioni sono fondamentali.


"Penso che ormai sia anacronistico tentare di non prestare attenzione alle valutazioni", afferma Wagner.



David Hoag è un gestore di portafoglio a reddito fisso con 31 anni di esperienza nel campo degli investimenti. Ha conseguito un MBA presso l'Università di Chicago e una laurea presso il Wheaton College.

Darrell R. Spence è un economista di Capital Group. Vanta un’esperienza di 28 anni nel settore degli investimenti, tutti maturati in Capital Group. È in possesso di una laurea di primo livello in scienze economiche conseguita con lode presso l'Occidental College. È inoltre accreditato come Chartered Financial Analyst® ed è membro della National Association for Business Economics.

Diana Wagner è un gestore di portafoglio azionario con 23 anni di esperienza nel settore degli investimenti. Ha conseguito un MBA presso la Columbia Business School e una laurea in storia dell'arte presso l'Università di Yale.

 


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L'Indice Bloomberg Barclays U.S. Aggregate rappresenta il mercato statunitense delle obbligazioni investment grade a tasso fisso.  

 

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