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Politica Dalla politica ai portafogli: l’impatto del crescente populismo sui mercati

Il populismo è diventato parte integrante del panorama globale ed è radicato nelle frustrazioni causate dalle disuguaglianze, dalla mobilità stagnante e dalla sensazione che i policymaker tradizionali non siano stati in grado di adattarsi alle realtà economiche in trasformazione.

 

Sebbene le amministrazioni populiste perseguano spesso politiche che aumentano i rischi a lungo termine (crescita più lenta, inflazione più elevata e maggiore volatilità), possono anche offrire un sostegno a breve termine alla domanda, spianare la strada a riforme attese da tempo e creare opportunità di investimento mirate in settori agevolati o strategicamente favoriti.

I governi populisti nel corso del tempo

I governi populisti nel corso del tempo

Fonte: Populist Leaders and the Economy, Manuel Funke, Moritz Schularick e Christoph Trebesch, 2023

Per quanto riguarda i mercati obbligazionari, spesso i governi populisti promuovono politiche monetarie espansive volte a stimolare la crescita o a soddisfare le richieste sociali, determinando un calo dei tassi di interesse a breve termine. Di solito questi interventi sono seguiti da un aumento dei rendimenti obbligazionari a lungo termine, poiché gli investitori nutrono preoccupazioni riguardo alla sostenibilità fiscale, al rischio di inflazione e alla potenziale monetizzazione del deficit.

 

Questo aumento dei rendimenti riflette più di un semplice adeguamento tecnico: segnala un cambiamento nelle aspettative del mercato rispetto al premio al rischio necessario per detenere debito pubblico con politiche monetarie meno prevedibili. Ne consegue un irripidimento della curva dei rendimenti, con i tassi a breve termine mantenuti bassi dalla politica e quelli a lungo termine in aumento in risposta alle elevate aspettative inflazionistiche e all'incertezza fiscale.

 

In merito alle azioni, i cambiamenti politici populisti – quali dazi, espansione fiscale e interventi normativi – determinano in maniera chiara chi sono i vincitori e chi i perdenti nei mercati, in particolare laddove l'intervento da parte del governo incide su settori strategici.

 

I recenti sviluppi negli Stati Uniti, quali gli accordi sulle golden share, le operazioni PIPE (investimenti privati in public equity) e le inversioni di rotta nella politica di controllo delle esportazioni di chip, evidenziano come le agende politiche siano in grado di influenzare l'allocazione del capitale e la visibilità degli utili. Le tensioni geopolitiche, comprese le restrizioni imposte dalla Cina sugli acquisti di chip per l'intelligenza artificiale e le minacce di escalation con gli Stati Uniti, aggravano ulteriormente l'incertezza. Allo stesso tempo, i tagli proposti ai finanziamenti delle principali agenzie per l'innovazione rischiano di compromettere i fattori di crescita a lungo termine, rendendo più fragili le valutazioni degli asset in contesti politicamente delicati.

 

Per gli investitori, il compito non è quello di respingere categoricamente il populismo, ma di affrontarlo in modo selettivo. È fondamentale comprendere le forze sottostanti che danno origine ai cambiamenti populisti, dato che queste pressioni continueranno a plasmare le politiche future. Un approccio disciplinato, attento al settore e consapevole dell'orizzonte temporale, basato su una valutazione della solidità istituzionale e della credibilità delle riforme, offre le migliori possibilità di cogliere le opportunità, gestendo al contempo i rischi strutturali che accompagnano la governance populista.

 

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Questo insight fa parte della nostra analisi più ampia sul modo in cui i cambiamenti globali odierni stanno influenzando le opportunità di investimento, una dinamica denominata la "grande ristrutturazione globale".

 

 

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